Il Corso di Alta Formazione "Diagnosi in psicopatologia: sistemi, organizzazione e struttura" introduce la diagnosi in psicopatologia come processo clinico finalizzato alla comprensione del funzionamento mentale e dell’organizzazione della personalità, oltre la semplice classificazione dei sintomi.
Saranno presentate e confrontate le principali modalità di diagnosi: descrittiva, psicodinamica e strutturale/fenomenologica, evidenziandone le diverse prospettive e l’integrazione nella formulazione clinica.
Verrà inoltre discusso il ruolo dei sistemi diagnostici DSM e ICD, analizzandone funzioni, limiti e utilizzo nella pratica clinica, insieme al confronto tra modelli categoriali e dimensionali. Il corso introdurrà il PDM, con riferimento al PDM-2 e al PDM-3, come cornice psicodinamica per la valutazione del funzionamento mentale e dell’organizzazione di personalità, in integrazione critica con DSM e ICD.
Saranno approfonditi i concetti di organizzazione e struttura di personalità e le loro implicazioni per la formulazione diagnostica.
Nella parte finale verranno discusse le implicazioni diagnostiche per il trattamento psicoterapeutico, evidenziando il ruolo della diagnosi nella definizione del setting, degli obiettivi e delle modalità di intervento.
Diagnosi in psicopatologia: sistemi, organizzazione e struttura
Dalla classificazione diagnostica alla formulazione clinica
Obiettivi di apprendimento
- Definire il concetto di diagnosi psicopatologica e distinguerne la funzione classificatoria dalla funzione clinica e interpretativa.
- Ricostruire l’evoluzione dei principali modelli diagnostici, comprendendo il passaggio dalle classificazioni nosografiche ai modelli dinamici e dimensionali.
- Distinguere le principali modalità diagnostiche — descrittiva, psicodinamica, strutturale e fenomenologica — e comprenderne finalità e caratteristiche.
- Integrare differenti fonti di informazione clinica, tra cui anamnesi, osservazione, colloquio e strumenti standardizzati, nella formulazione diagnostica.
- Descrivere le caratteristiche e le funzioni dei sistemi DSM e ICD e utilizzarli in modo consapevole nel processo diagnostico.
- Riconoscere i principali limiti dei modelli diagnostici categoriali, compresi il rischio di etichettamento e le criticità legate alla standardizzazione.
- Comprendere i presupposti teorici del PDM e la sua funzione come strumento di valutazione psicodinamica e multidimensionale.
- Descrivere la struttura del PDM e comprendere il significato clinico degli assi P, M e S.
- Valutare il funzionamento della personalità attraverso una prospettiva dimensionale e prototipica.
- Riconoscere differenti livelli di organizzazione della personalità e comprenderne le implicazioni per la valutazione clinica.
- Integrare la valutazione della personalità con quella del funzionamento mentale e dell’esperienza soggettiva dei sintomi.
Presentazione del corso
Programma del corso
MODULO 1 | CONCETTO DI DIAGNOSI IN PSICOPATOLOGIA
Il primo modulo ripercorre l'evoluzione del concetto di diagnosi in psicopatologia, dalle prime classificazioni descrittive ai modelli contemporanei, evidenziando i principali cambiamenti teorici e metodologici che hanno caratterizzato lo sviluppo della disciplina.
Vengono analizzati il passaggio da una concezione puramente nosografica a prospettive più dinamiche e dimensionali, nonché l’influenza dei diversi orientamenti teorici sulla costruzione della diagnosi.
Il modulo approfondisce inoltre il ruolo della valutazione clinica come processo articolato e non riducibile alla sola attribuzione di un’etichetta diagnostica, ponendo attenzione alla raccolta anamnestica, all’osservazione clinica, all’utilizzo di strumenti standardizzati e all’integrazione delle informazioni provenienti da fonti differenti.
Viene inoltre discusso il rapporto tra diagnosi e comprensione del funzionamento psicologico, con riferimento alle implicazioni per la pianificazione dell’intervento e per la comunicazione tra professionisti.
MODULO 2 | DSM e ICD: FUNZIONI, LIMITI E USO CLINICO
Il modulo 2, dedicato al DSM e ICD: funzioni, limiti e uso clinico, descrive i principali sistemi di classificazione diagnostica dei disturbi mentali, evidenziandone le finalità, le modalità di utilizzo in ambito clinico e le differenze operative.
Vengono inoltre considerati i limiti dell’approccio categoriale, il rischio di etichettamento diagnostico e le criticità legate alla standardizzazione, con riferimento all’applicazione nei contesti clinici, educativi e di ricerca.
MODULO 3 | Il PDM
Il modulo 3 “Il PDM” Il modulo introduce il modello diagnostico psicodinamico del PDM-3, illustrandone i presupposti teorici e la struttura multiassiale.
Verranno approfonditi gli assi P, M e S, con particolare attenzione alla valutazione dimensionale e prototipica della personalità, al profilo del funzionamento mentale e all’esperienza soggettiva dei pattern sintomatologici.
Il corso analizzerà inoltre i livelli di organizzazione della personalità – sano, nevrotico, borderline e psicotico – evidenziandone le implicazioni cliniche e terapeutiche.
Saranno discussi i principali stili di personalità, la distinzione tra spettro internalizzante ed esternalizzante e le ricadute sulla pianificazione del trattamento, con focus sull’importanza della soggettività del paziente e dell’alleanza terapeutica nel processo diagnostico.
Crediti ECM e requisiti
Iscrizioni non disponibili
È possibile completare l'iscrizione al corso effettuando il pagamento tramite bonifico bancario, indicando in causale:
Iscrizione corso "Diagnosi in psicopatologia: sistemi, organizzazione e struttura" – Nome e Cognome
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