Formazione Breve

Vantaggi e limiti della diagnosi psicodinamica del PDM-3

Crediti ECM
Modalità
On Demand
Scadenza Accreditamento
Attestato Frequenza
A fine percorso

Il corso esamina vantaggi e limiti della diagnosi psicodinamica proposta dal PDM-3 dal punto di vista della teoria psicoanalitica. Le obiezioni oggi rivolte al manuale coincidono con quelle che il Novecento rivolgeva a Freud: ciò che resta inaccettabile per la scienza ufficiale è l’esistenza di un’attività psichica inconscia e la soggettività insostituibile del clinico. Da questa analisi il corso ricava un’indicazione di metodo: il ritorno ai capisaldi freudiani come fondamento della diagnosi e della cura, applicati alla nosografia ufficialmente riconosciuta.

La prima lezione ricostruisce le critiche accademiche alla diagnosi psicodinamica e discute l’impostazione idiografico-nomotetica del manuale, mostrando come la diagnosi prototipica sostenuta dalla SWAP resti un approccio nomotetico e come soggettivo e idiografico non coincidano. Esamina poi i limiti del PDM-3 nei contesti medico-legali, la contrapposizione politica al DSM, le nuove nomenclature come il disturbo da disregolazione emotiva e la distinzione fra stile e tratto di personalità.

La seconda lezione segue il distacco progressivo delle edizioni del PDM dalle basi della teoria psicoanalitica e presenta la meta-analisi di Steinert e colleghi (2017), che su 23 studi randomizzati e circa 2.751 partecipanti documenta l’equivalenza di efficacia fra psicoterapia psicodinamica e trattamenti empiricamente validati. L’effetto allegiance, la distinzione fra scienza e scientismo e la soggettività del rapporto terapeutico conducono al sintomo come oggetto dell’interpretazione.

La terza e la quarta lezione ripercorrono i fondamenti che la diagnosi psicodinamica tende a smarrire: il sintomo come manifestazione di un’infanzia non superata, i concetti di fissazione e regressione, il determinismo psichico e la psicopatologia del conflitto. Le cinque fasi dello sviluppo psicosessuale vengono descritte con le relative fissazioni e i quadri clinici che ne derivano, insieme agli sviluppi di Erikson e Mahler e alla lettura evolutiva dei disturbi gravi di personalità come fissazioni a stadi preedipici.

Il formato on demand consente di percorrere le quattro lezioni con i tempi del singolo professionista e di tornare sui passaggi teorici più densi.

Obiettivi di apprendimento

  • Illustrare le critiche della scienza accademica alla diagnosi psicodinamica e i loro presupposti
  • Distinguere approccio idiografico e approccio nomotetico, diagnosi categoriale e diagnosi prototipica
  • Valutare l’impiego del PDM-3 rispetto a DSM-5-TR e ICD-11 nei contesti clinici e medico-legali
  • Distinguere stile e tratto di personalità
  • Descrivere disegno ed esiti della meta-analisi di Steinert e colleghi e il ruolo dell’effetto allegiance
  • Interpretare il sintomo come formazione di compromesso, individuandone livello di regressione, natura del conflitto e modalità difensive
  • Riconoscere fissazioni e regressioni alle fasi orale, anale e fallica e i quadri clinici corrispondenti
  • Collegare il modello freudiano dello sviluppo ai compiti evolutivi di Erikson e alla separazione-individuazione di Mahler

Programma del corso

MODULO 1 | La diagnosi psicodinamica del PDM-3 e la critica psicoanalitica
MODULO 2 | Soggettività e metodo psicodinamico
MODULO 3 | Fissazione, regressione e sviluppo psicosessuale
MODULO 4 | Dalla teoria alla psicopatologia

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